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nouvelle-image_16-01-2014
comunicato
Natacha Lesueur
Ombre bianche
Con l'eccezione delle sue installazioni culinarie, talvolta commestibili, che costituiscono l'altro
versante complementare della sua opera, Natacha Lesueur ha realizzato, fin dall'inizio degli anni 90,
molte messe in scena del corpo - il suo o quello di altre persone - che ha scrupolosamente
fotografato dopo avergli fatto subire curiose ibridazioni. Marcato, stampato, tatuato, il corpo è stato
spesso vestito, modificato, travestito da quello che normalmente ingerisce: filetti di pesce, foglie di
insalata, fette di salumi vari... Questi montaggi, oggi molto conosciuti, hanno condotto l'artista verso
altri sviluppi, che giocano meno su dimostrazioni barocchistiche come in precedenza e più su
immagini rasserenate di paesaggi, la cui stabile ed equilibrata organizzazione è turbata soltanto dalle
tonalità estremamente acidulate delle luci artificiali.
La mostra Ombre bianche al Museo Nazionale Marc Chagall è incentrata sul lavoro più recente che
l'artista ha fatto sulla Polinesia. Natacha Lesueur interroga l'immaginario del paradiso esotico
collegato a quelle isole dell'oceano Pacifico. A partire dal XVIII secolo, i navigatori e gli esploratori
occidentali hanno ampiamente contribuito alla creazione di un mito, associando le rive polinesiane a
quelle dell'Eden. A pochi passi dal paradiso dipinto da Marc Chagall nella sala del Messaggio Biblico,
le opere di Natacha Lesueur propongono uno sguardo peculiare su un territorio onirico. L'artista
cerca di tradurre i colori e le luci della natura e della vegetazione polinesiana. Le sue fotografie
invitano ad andare al di là delle apparenze, conferendo a queste immagini tutta la loro singolarità.