1922-1944
Olio su tela
56,5 x 86,8 cm
Museo nazionale di arte moderna – Centro di Creazione Industriale, Centre Georges Pompidou, in deposito presso il museo nazionale Marc Chagall
Il Circo
1922-1944
Olio su tela
37,3 x 57,7 cm
Museo nazionale di arte moderna – Centro di Creazione Industriale, Centre Georges Pompidou, in deposito presso il museo nazionale Marc Chagall
Nel 1922, mentre Chagall lavora presso una colonia di bambini ebrei orfani, rifà a memoria e con proporzioni ridotte il grande pannello della scena del Teatro ebraico di San Pietroburgo. Porterà con sé questo quadro quando lascerà la Russia, alla fine dello stesso anno e lo conserverà poi nel proprio atelier fino a quando decise, nel 1941, di esiliarsi negli Stati Uniti.
Dopo il decesso di Bella, ritaglia il quadro per farne due opere distinte.
Il Circo costituisce il terzo della parte superiore destra del quadro originario nella quale si ritrovano i tre acrobati e la mucca sul retro della scena del Teatro ebraico. Tuttavia; gli altri due personaggi, originariamente in costume, sono stati trasformati in clown. Inoltre, la presenza di isba, tipiche abitazioni rurali russe, e di un sole brillante proietta la scena all’esterno.
Gli Arlecchini, quadro ricavato dalla parte sinistra di quello originario, diventa un omaggio reso a Bella, la sposa adorata di Chagall. Occupa il centro della scena e balla in mezzo ai propri ricordi d’infanzia. La scansione in zone di colori obliqui che caratterizzava la scena è scomparsa ed è stata sostituta da un paesaggio innevato, sormontato da case che evocano Vitebsk, nel quale sono incrostate tranquille scene d’interni. Il ruolo che vi svolgono le lampade a petrolio ricorda che, alla vigilia della sua morte, Bella aveva terminato il racconto dei suoi anni giovanili, trascorsi a Vitebsk, intitolato Luci accese.
