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Il profeta Elia

1971

1971
Mosaico
715 x 570 cm

Dopo la Seconda Guerra mondiale, spinto da un gusto nuovo e dall’arrivo di importanti ordini pubblici, Chagall decide di dedicarsi alla creazione di opere monumentali. Ha appena ultimato l’imponente mosaico sistemato presso la facoltà di diritto dell’università di Nizza, Il messaggio di Ulisse, lungo 11 metri, quando intraprende di arricchire il proprio museo con questo mosaico dedicato al profeta Elia rapito in cielo sotto gli occhi del suo discepolo Eliseo.

La composizione mette l’accento sulle forme rotonde, dalle più piccole, le ruote del carro d’Elia, a quella dell’orbe che circonda il personaggio centrale, fino alla forma ovale del zodiaco periferico.
La scelta del soggetto, adatto alla dimensione primaria biblica del museo, dimostra il sincretismo di Chagall. Infatti, durante i suoi viaggi in Israele, ha visitato le rovine delle sinagoghe dei primi secoli della nostra era. Queste ultime sono state decorate, in queste epoche particolarmente attratte dalle immagini, da pavimenti abbelliti con motivi presi in prestito all’iconografia romana, come lo zodiaco che circonda il carro del sole sostituito, qui, dal carro d’Elia.
Sullo zodiaco, in mezzo a destra, Chagall si è divertito a rappresentare le sue due nipotine gemelle per illustrare il tema dei Gemelli.

Il mosaico, realizzato mentre Chagall aveva più di 80 anni, è stato eseguito dal mosaicista Lino Melano sotto l’attenta sorveglianza dell’artista. Le tessere, piccoli cubi che compongono il mosaico, mescolano le pietre dai sottili colori usate per la realizzazione dello sfondo e la pasta di vetro adoperata per la creazione dei  motivi colorati.
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