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Senza titolo, Verdun, disegno del fronte,

Vers 1915
Senza titolo, Verdun, disegno del fronte, verso 1915
Matita su carta
21,2 x 16,3 cm
Donazione Nadia Léger e Georges Bauquier
Museo nazionale Fernand Léger Inv. 96018

Sul fronte, barelliere e troppo spesso becchino, Fernand Léger disegna, non appena può dopo gli attacchi delle forze nemiche, su carte-lettere o dietro le mappe dello Stato Maggiore. Testimonianze della guerra, i suoi disegni accompagnano le sue lettere a Jeanne, ai suoi amici ed alla sua famiglia. Sono una maniera di colmare l’impossibilità di dipingere. Ad ogni nuova prova, un’ulteriore produzione di disegni illustra i cadaveri fatti a pezzi, le città in rovine e le forme ridotte a brandelli immerse nel fango e nelle ceneri. La frammentazione cubista si ricollega, in una maniera sorprendente, al caos del paesaggio delle trincee e ai corpi fatti a brandelli. D’altronde, Fernand Léger accosta le due realtà, quella guerriera e quella pittorica, in una lettera a Jeanne datata 28 marzo 1915 «Non c’è nulla di più cubista di una guerra come questa che dilania, in una maniera  più o meno pulita,  un uomo in più pezzi sparpagliati poi ai quattro punti cardinali...»
In questo caos, la presenza degli uomini, eroi anonimi e l’importanza degli oggetti sono una rivelazione per l’uomo e l’artista.  Esausto, dopo vari ricoveri nel 1917, quindi riformato temporaneamente, Fernand Léger ritrova, durante la sua convalescenza, Jeanne a Vernon. A partire da una selezione dei suoi disegni realizzati sul fronte, dipinge La Partita a carte dove i soldati decorati, simili a robot, raccontano il caos della guerra. A Parigi, illustra il libro di  Blaise Cendrars, che ha perso un  braccio durante la guerra, intitolato Ho ucciso e pubblicato presso Belle Edition nel 1918.
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