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1918-1930

Dipingere la vita moderna. Città, macchine ed oggetti

Dipingere la vita moderna. Città, macchine ed oggetti
Dopo la guerra, i temi della città e della macchina ritengono tutta l’attenzione del pittore. Traendo la sua ispirazione dalla vita moderna, Fernand Léger esalta un «nuovo realismo» concesso alla bellezza plastica della civiltà industriale. Consapevole che lo spettacolo delle metropoli fa concorrenza alla pittura, integra nelle sue creazioni segnali urbani e motivi meccanici mentre la figura umana, standardizzata e desensualizzata, viene ridotta a pura geometria.
Negli anni 20, numerose collaborazioni permettono al pittore di esplorare altri campi della creazione tra cui la letteratura, gli spettacoli viventi, l’architettura… Affascinato dal cinema, Fernand Léger lavora con i registi Abel Gance e Marcel L’Herbier. Realizza Il Balletto Meccanico (1924), ritenuto essere «il primo film senza sceneggiatura», esperienza che lo incita a riprendere il principio del primo piano nei suoi quadri. L’oggetto, diventato il soggetto centrale delle sue opere, si libera della gravità nella serie degli Oggetti nello spazio.