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1946-1955

Gli ultimi anni. I progetti monumentali

Gli ultimi anni. I progetti monumentali
Alla fine della sua vita, Léger, animato dall’ideale di un’arte per tutti, si lancia in numerosi progetti monumentali. Riceve commesse da parte di responsabili di edifici d’arte sacra (cappella di Assy, chiesa del Sacré-Cœur d’Audincourt…) o pubblici (università di Caracas, palazzo dell’ONU a New York…).
Decisamente ottimistiche, le sue serie come la Grande Parata e La Scampagnata evocano l’unvierso del tempo libero ed i progressi sociali. L’anno 1950 è segnato dalla serie dei Costruttori oggetto di numerosi studi. Il suo album Circo viene pubblicato dall’editore Tériade lo stesso anno. Dal 1949, Fernand Léger si reca regolarmente a Biot (Alpes-Maritimes) per relaizzare, nell’atelier Brice, sculture policromatiche in ceramica.
Il pittore muore il 17 agosto 1955 a Gif-sur-Yvette.
Nel 1960, Nadia, vedova di Fernand Léger, e Georges Bauquier, suo stretto assistente, inaugurano il museo nazionale Fernand Léger, eretto sul terreno comprato dall’artista, poco prima della sua morte, e situato ai piedi del villaggio di Biot.