Accueil >Picasso > le musée > La Chapelle

La chapelle romane

scan 5
La cappella romanica di Vallauris

La scelta della cappella di Vallauris per installare La Guerra e La Pace
Le due opere di Picasso La Guerra e La Pace sono state sistemate nella cappella  del castello di Vallauris nel 1959.
La scelta della cappella fatta da Picasso per l’edificazione  del suo tempio della Pace si inserisce in un movimento di riscoperta dell’arte sacra che conobbe un’indubbia infatuazione negli anni ’50. Infatti, in quegli anni Matisse ultima la decorazione della Cappella del Rosario a Vence mentre Pierre Bonnard, Fernand Léger e Germaine Richier  partecipano alla decorazione della chiesa Notre-Dame de Toute Grâce situata sull’altopiano di Assy assieme a Marc Chagall che inizia la creazione del suo monumentale Messaggio Biblico che destina dapprima a un’altra cappella della città di Vence prima di farne dono allo Stato francese. Pablo Picasso, consapevole del profondo simbolismo del luogo e sedotto dalle rigorose proporzioni dell’austero edificio, sceglie la cappella del castello di Vallauris.
L'antico edificio contribuisce a dare a La Guerra e la Pace con i suoi evidenti riferimenti all’arte antica e all’arte rupestre, un ancoraggio sacro e universale. "Non vi è molta luce in questa cappella, dichiara l’artista a Claude Roy, ed io  vorrei che non fosse illuminata in modo che i visitatori scoprano le figure con una candela in mano come se si trovassero in una grotta preistorica e che la luce della loro candela si muova su quello che ho dipinto".

Luc Thévenon, conservatore del museo Massena di Nizza, presenta l’edificio che ospita oggi La Guerra e la Pace  di Picasso.
Aldebert, vescovo di Antibes e cosignore di questo luogo assieme al suo fratello maggiore Guillaume Ganceran, cede il feudo di Vallauris al monastero di Lérins con un atto datato 9 dicembre 1038. La tenuta venne ampliata grazie ai possedimenti ceduti,  nel 1046, da Pierre Signier e da suo figlio Guillaume dopo la loro monacazione a Lérins.
Le donazioni sono dapprima contestate dagli aventi diritto di Aldebert ed in particolare da Foulques de Grasse che le occupa abusivamente tantoché il papa Onorio II deve minacciarlo di scomunica, nel 1124, per ottenere la loro retrocessione nel 1131. I conti di Provenza confermano i diritti dell’abbazia di Lérins parecchie volte nel XII secolo. Nel 1227, il padre abate aveva autorizzato la signora Aiceline a fondare una piccola comunità di donne usando alcuni edifici la cui ubicazione rimane molto controversa.
Nel corso del XII secolo,  l’abbazia fece costruire un castelletto e una cappella che doveva fungere da  residenza al priore, signore delegato del feudo, coadiuvato da almeno due monaci imposti dagli statuti del 1353.

Se la cappella non ha subito danni fino ai giorni nostri, l’attuale castello è una ricostruzione del 1568 la cui scala rinascimentale è stata classificata monumento storico.
La cappella è composta da un’unica navata. La sua eccezionale elevazione le conferisce una monumentalità davvero inusuale. Due campate coperte da una volta a botte spezzata  si concludono in un’abside a bocca di forno tramite un largo arco spezzato.
Le pareti presentano una mezza apparecchiatura dall’accurata stereometria ma con tracce visibili di malta.
All’esterno, l’apparecchiatura comporta elementi di varia natura geologica tra cui pietre da costruzione di colore grigio, rosa, ocra che danno un notevole fascino all’edificio. Una semplice  cornice di sezione quadrata corre sul bordo muri-volta senza ritorno su pilastri. I due vani opposti delle campate sono sia affiancati da conci d’imposta perfettamente assestati (a sud) sia sormontati da un architrave monolite incavato ad arco realizzato con una tecnica molto più sobria.
L'abside, molto alta, presenta un’ampia apparecchiatura più regolare dalla stereotomia perfetta. In grande parte visibile dall’interno del castello (sala bassa nel seminterrato e primo piano con  finestra assiale)  è rafforzato da un alto plinto che poggia su un letto di blocchi grossolani.
Nessuna data precisa la consacrazione della cappella. L’edificio costruito dopo la metà del XII secolo fu ristrutturato o restaurato all’inizio del XIII secolo data alla quale risalgono la sontuosa abside ed i vani sud.
Il portale sud, con le sue quattro accurate mensole prettamente geometriche, dovrebbe essere il frutto del sopramenzionato restauro.
La chiesa Sant’Anna di Vallauris si inserisce in un importante complesso di costruzioni situate nella Provenza orientale.
È situata a poca distanza dalla cappella Sant’Anna e della sala capitolare di Sant’Onorato che sono altre due costruzioni degne di nota di Lerins.
Più largamente, la chiesa San’Anna di Vallauris deve essere inserita in un vasto movimento di rinnovazione, ultimo slancio dell’arte romanica  in questa regione, di cui la chiesa di Saint-Cézaire e nei dintorni montuosi, quelle di Girs, Gréolières-Hautes o Coursegoules sono le testimonianze con sfasamenti temporali di uno o due decenni anteriori o posteriori.

 

Restauration de La Guerre et La Paix


Il restauro di La Guerra e la Pace nel 1998
 Il restauro di La Guerra e la Pace è stato eseguito sul posto a Vallauris, durante il primo semestre del 1998. La direzione dei lavori è stata assunta dal reparto restauro dei musei di Francia. Le analisi sono state realizzate dal laboratorio dei musei di Francia a Parigi e dal Centro nazionale di Valutazione di fotoprotezione a Clermont-Ferrand.


Il restauro di La Guerra e la Pace, studio dell’opera e scoperta
L'opera, dipinta con un materiale a base d’acqua, non laccata, non era stata restaurata dalla sua creazione nel 1952. I suoi colori si erano sporcati e le colature d’acqua avevano provocato staccamenti della vernice e scolorimenti. Il supporto dell’opera (46 pannelli d'isorel su un’armatura di legno fissata alla parete con bracci di fissaggio metallici) aveva anche sofferto dell’umidità, provocando la gonfiatura e lo sfaldamento della base dei pannelli. La polvere ed i calcinacci si erano accumulati dietro i pannelli provocando deformazioni della loro curvatura. Durante lo smontaggio, fu scoperto sul vecchio intonaco della parte un disegno a carboncino che rappresenta una figura umana. Il restauro ha richiesto interventi di rimozione dell’opera e la realizzazione di controforme in grado di rispettare la curvatura dei vari pannelli. I pannelli spostati senza alcuna modifica della loro curvatura sono stati quindi depositati su culle d’appoggio aventi le stesse forme. La pulizia comprendeva, a seconda delle zone, un lavaggio o una gommatura, quindi il rifissaggio  delle parti sfaldate e la stuccatura di alcune piccole lacune. La pulitura eseguita ha permesso il ripristino dei colori originali e la rimessa in valore delle opacità e delle brillantezze.
I pannelli sono stati quindi rimontati per mezzo di controforme sulla vecchia struttura in eccellente stato. Il disegno a carboncino, ricoperto da una protezione durante il rimontaggio, è stato rifissato quindi fotografato.


Restauro, conservazione preventiva e rispetto del luogo
Il restauro è stato avviato dolo la realizzazione di importanti lavori di bonifica della cappella atti a eliminare le cause esterne d’umidità. Tali lavori, proseguiti durante la rimozione dei pannelli, comprendevano il decapaggio della volta in modo da ripristinare la capacità iniziale d’aerazione garante della buona conservazione delle strutture  di legno. La museografia è stata rivista adottando la discrezione richiesta dal rispetto delle condizioni della presentazione dell’opera volute da Picasso e la sobrietà di un’architettura del XII secolo. L'illuminazione dell’opera non è stata modificata.  Lo spettacolare restauro dell’opera è stato assicurato dal servizio di restauro dei musei di Francia, tra cui Gilles Barabant, incaricato di studi presso l’ufficio di restauro dei musei di Francia in collaborazione con Daniel Jaunard, Patrick Mandon e Jean Perfettini, restauratori ebanisti, Nathalie e Aloÿs de Becdelièvre, restauratori dello strato pitturale e Florence Cremer, restauratrice di pitture murali.