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La Guerra e la Pace


Nel 1952, Picasso realizza un quadro di notevoli dimensioni intitolato - La Guerra e la Pace – nel suo atelier du Fournas a Vallauris.
Trattando un argomento che, benché direttamente legato all’epoca del dopoguerra e ai numerosi appelli internazionali per la pace nel mondo, questa opera conserva una dimensione decisamente allegorica.
Preceduta da circa 300 schizzi preparatori realizzati durante i mesi precedenti, la realizzazione del quadro richiese l’uso numerosi pannelli d’isorel che furono sistemati verticalmente  su una struttura di legno appositamente progettata.

 

La Guerre

La Guerre
 La Guerra
 Picasso iniziò da La Guerra. Un carro funebre trainato da cavalli da guerra corazzati e bardati, è condotto da un essere cornuto armato da un coltellaccio insanguinato.
Porta sulla schiena una specie di gerla dove sono ammassati teschi umani. Altri personaggi appaiono come ombre cinesi sullo sfondo e nel centro del quadro.
Il loro atteggiamento è minaccioso come la prima figura evocata. I tre cavalli che trainano il catafalco instabile e caotico calpestano, con le loro zampe, un libro aperto ultimando il lavoro di distruzione che le fiamme che lo divorano avevano iniziato.
Il libro calpestato evoca il partito preso di tutte le dittature di fronte alla cultura generalmente considerata come pericolosa e sovversiva.
Sullo stesso piano, due mani dipinte appaiono in una specie di buco nero. Possono volere fare eco a quelle trovate sulla parete di alcune grotte preistoriche, in particolare quella di Lascaux, scoperta allora da pochi anni.
In forte contrasto con i colori violenti che circondano il tetro tiro, lo sfondo blu dove appare il combattente della pace è calmo e rassicurante come questo ultimo.

Nudo, munito di una lancia che funge da supporto alla bilancia della giustizia, si protegge con un solo scudo sul quale Picasso ha disegnato una colomba, simbolo stranoto della pace.
L’uomo sembra affrontare senza timore le figure di ferocia che si gettano su di lui.
Sullo scudo bianco, come in filigrana dietro la colomba, è possibile vedere un ritratto, anch’esso di una bellezza risolutamente serena.
È quello della compagna dell’artista, Françoise Gilot. All’opposto, praticamente alla stessa altezza, una coppetta arrotondata e bianca, lascia scappare forme nere, dotate di pinze o picche.
Potrebbero evocare le ricerche fatte allora dalle grandi potenze per dotarsi dell’arma batteriologica.

 

La Paix

La paix
Sul parete di fronte, Picasso ha dipinto La Pace. L’insieme si legge da destra a sinistra.
La prima scena è composta da quattro personaggi che, in un giardino dai colori tenui e rilassanti, si dedicano ad attività tranquille.
Une donna allatta, mentre legge, il suo bambino, all’ombra di un rigoglioso pergolato e sotto un riccio di mare solare dagli abbondanti irraggiamenti colorati e un albero dai frutti luminosi.
Il simbolo ricco e generoso della maternità viene completato da quello della cultura liberatrice, oltraggiata, come l’abbiamo visto, nel pannello opposto.
In questo ampio lembo di colore blu che occupa un’ampia parte  della parete, coabitano parecchie scene tutte intrise di una gioia esuberante.
Un cavallo bianco traina un erpice tenuto da un bambino che lavora il campo blu azzurro.
Lo sguardo del piccolo aratore è rivolto verso il gruppo precedente e un’ altra immagine di fertilità lo ricollega a lui.
L’animale è alato come quelli che si ritrovano nella mitologia greca. Vivamente apprezzata da Picasso, la figura del Centauro appare regolarmente nei quadri di quegli anni.
Il fauno  suonatore di aulos che vediamo nell’opera, all’estrema  sinistra del pannello, viene anche spesso usato da Picasso.

Due donne nude, al centro del quadro, ballano al suono della sua musica.
Sono accompagnate nella loro evoluzione da due altri bambini il cui gioco agile e leggero cela una certa birichinata.
Gli uccelli nel barratolo ed i pesci nella gabbia evocano il rovesciamento divertito degli elementi che, in questo incantevole quadro edenico, non sono affatto portatori di maledizioni.
Anche la civetta – figura abituale della notte nera e profonda – appollaiata sulla testa del bambino equilibrista, non assume qui il suo ruolo tradizionalmente malefico.
Trova una specie di pendant positivo nelle forme del grappolo d’uva che l’altro bambino tiene nella sua mano sinistra.
Infine, altro indizio interessante, la piccola clessidra all’estremità del supporto bianco, in equilibrio sul dito della donna, ritrasmette  l’immagine del tempo visibile nella spirale della conchiglia sulla quale è seduto il musicista. Lineare, precario e limitato, il tempo degli uomini sembra  inserirsi nell’eternità in questa gioia di vivere comunicativa.

 

Les quatre

parties du monde

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